{"id":2159,"date":"2023-10-09T15:18:21","date_gmt":"2023-10-09T13:18:21","guid":{"rendered":"https:\/\/sigrian.crea.gov.it\/?p=2159"},"modified":"2023-10-09T15:25:16","modified_gmt":"2023-10-09T13:25:16","slug":"pratica-irrigua-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sigrian.crea.gov.it\/index.php\/2023\/10\/09\/pratica-irrigua-2\/","title":{"rendered":"AZIONI PER UNA MITIGAZIONE DEL COSTO AMBIENTALE DELL\u2019INQUINAMENTO ATTRAVERSO LA DEPURAZIONE DELLE ACQUE DI RESTITUZIONE DELLA PRATICA IRRIGUA"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.21.1&#8243;][et_pb_row custom_padding=&#8221;27px|0px|0|0px|false|false&#8221; _builder_version=&#8221;3.21.1&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.21.1&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.21.1&#8243;]<strong>Azioni per una mitigazione del costo ambientale dell\u2019inquinamento attraverso la depurazione delle acque di restituzione della pratica irrigua<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Battilani<sup>1<\/sup>, R. Zucaro<sup>2<\/sup>, M. Ruberto<sup>2<\/sup>, S. Baralla<sup>2<\/sup>, C. Truglia<sup>1<\/sup>, M. Gargano<sup>1<\/sup><\/li>\n<\/ol>\n<p><sup>1<\/sup>ANBI, <sup>2<\/sup> CREA Politiche e Bioeconomia<\/p>\n<p>Nonostante il forte impegno politico e le norme promulgate a livello nazionale e successivamente europeo, partendo dalla pioneristica legge Merli<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> per la tutela delle acque del 1976, ancora oggi nell&#8217;UE pi\u00f9 della met\u00e0 dei corpi idrici non ha raggiunto l\u2019obiettivo prefissato di un buono stato ecologico.<\/p>\n<p>La concentrazione di nutrienti, in particolare azoto e fosforo, rappresenta una delle principali cause di degrado delle acque dolci<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. In particolare, il nitrato, a causa della sua solubilit\u00e0, mobilit\u00e0, e persistenza, quando in eccesso, \u00e8 ritenuto un macroinquinante<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> causa di eutrofizzazione<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> e fioriture algali, anche potenzialmente pericolose per la salute umana<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, in acque dolci e marine.<\/p>\n<p>Come conseguenza dei carichi trasportati a mare, molti ecosistemi costieri accusano gravi perdite di biodiversit\u00e0, spesso a causa di ipossia ed eutrofizzazione<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a><sup>,<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p>L&#8217;eutrofizzazione altera la condizione e il funzionamento degli ecosistemi dulcacquicoli e marini, compromettendo la loro capacit\u00e0 di fornire servizi ecosistemici chiave<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>,<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>, quali la depurazione delle acque, la protezione delle coste, il mantenimento della biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche attivit\u00e0 economiche di rilievo, come la pesca, l&#8217;allevamento di molluschi, le attivit\u00e0 ricreative e turismo, sono colpite dagli effetti negativi dell\u2019eccessivo carico di nutrienti nelle acque<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019assunzione di dosi giornaliere di nitrati in eccesso costituisce un rischio per la salute umana<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. Le possibili conseguenze sulla salute dell&#8217;ingestione di nitrati riguardano in particolare la loro azione come agenti cancerogeni nel sistema digestivo<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p>I sistemi produttivi agricoli possono essere definiti come ecosistemi mantenuti in uno stato immaturo dall&#8217;intervento umano, consistente in frequenti apporti di nutrienti, acqua ed energia. Rispetto agli ecosistemi naturali, quindi, gli agroecosistemi sono caratterizzati da notevoli afflussi e deflussi di risorse, con conseguente aumento dell&#8217;entropia dell&#8217;intero sistema<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a><sup>,<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p>In Europa, i rilasci dalle pratiche agricole intensive, insieme all&#8217;elevata densit\u00e0 di popolazione, rappresentano importanti fonti di nutrienti per le acque dolci e costiere. L&#8217;uso eccessivo di fertilizzanti azotati di sintesi ed organici \u00e8 causa di importanti perdite di azoto per lisciviazione e deflusso superficiale<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>.<\/p>\n<p>Il comparto agricolo ha compiuto notevoli sforzi per la riduzione del carico di azoto, specie nei settori tecnologicamente pi\u00f9 avanzati, come dimostra il minore uso complessivo di fertilizzanti minerali semplici e composti (-41,5%) e organo-minerali (-31,9%) nel periodo 2000-2017. Nel contempo, politiche a sostegno dell\u2019aumento della sostanza organica nei suoli hanno spinto un incremento importante dei fertilizzanti organici, che raddoppiano le quantit\u00e0 distribuite. L\u2019analisi del trend degli elementi nutritivi distribuiti evidenzia la riduzione dei nutrienti principali (azoto, fosforo e potassio) ed il contemporaneo aumento della sostanza organica<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>.<\/p>\n<p>Un trend in diminuzione che sar\u00e0 rafforzato dall\u2019applicazione della strategia \u201cFarm to Fork\u201d della Commissione Europea, che prevede una riduzione dei rilasci verso l\u2019ambiente del 50%, e dall\u2019aumento dei costi e dalla parallela diminuzione della disponibilit\u00e0 dei fertilizzanti sui mercati conseguente alla guerra in Ucraina.<\/p>\n<p>Una agricoltura sostenibile, con un elevato grado di accettabilit\u00e0 sociale e conseguentemente commerciale, deve basarsi su pratiche di gestione che migliorino l&#8217;efficienza nell&#8217;uso delle risorse e riducano al minimo gli impatti nocivi sull&#8217;ambiente, mantenendo e stabilizzando la produzione agricola. In particolare, la gestione sostenibile dell&#8217;acqua \u00e8 diventata una sfida urgente per il settore primario, stimolando la ricerca di soluzioni a sostegno delle produzioni volte a mitigare o migliorare le condizioni ambientali, sociali ed economiche del contesto produttivo generale<\/p>\n<p>Una soluzione innovativa ispirata alla natura, sviluppata negli ultimi anni<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a><sup>,<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>,<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a><\/sup>, \u00e8 la costruzione di bioreattori per la rimozione del nitrato prima che raggiunga i corpi idrici superficiali, anche accoppiati a zone umide artificiali e a sistemi di drenaggio controllato che regolano il rilascio o la ritenzione dell&#8217;acqua, limitando i danni della siccit\u00e0 estiva e riducendo il carico di nutrienti rilasciato nelle acque superficiali.<\/p>\n<p>I bioreattori sono sistemi artificiali progettati per migliorare il processo naturale di denitrificazione per la rimozione dei nitrati dall&#8217;acqua<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>. Costituiscono un sistema di trattamento passivo relativamente economico e semplice per la rimozione del nitrato.<\/p>\n<p>I bioreattori a cippato sono sostanzialmente fosse o trincee scavate nel suolo per intercettare flussi di scorrimento superficiale e\/o sotto superficiale o per la depurazione di falde, secondo il concetto delle barriere reattive permeabili (Permeable Reactive Barriers, PRB)<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>. I bioreattori sono riempiti di materia organica (ad es. trucioli di legno), a volte alternata con altri strati di materiali bioattivi diversi, e coperti con strati di terreno e rocce per creare un ambiente anaerobico<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a>.<\/p>\n<p>Il bioreattore ha lo scopo di attivare e sostenere lo stesso processo biologico naturale che si verifica in condizioni anaerobiche nelle zone umide e nei terreni saturi per cui il nitrato viene ridotto a gas di azoto non reattivo da batteri denitrificanti. La conversione del nitrato in azoto gassoso consente la chiusura del ciclo naturale dell&#8217;azoto.<\/p>\n<p>I bioreattori a cippato migliorano questo processo naturale fornendo ai batteri una fonte di carbonio che si comporta come un donatore di elettroni per gli ossidi di azoto in ambiente anaerobico, facilitando la respirazione dei batteri denitrificanti (denitrificazione eterotrofica). Il cippato stimola inoltre la presenza di un elevato numero di ceppi batteri diversi, aumentando l\u2019efficienza totale del sistema.<\/p>\n<p>Come tutte le soluzioni basate sulla natura (Nature Based Solution, NBS) il funzionamento del bioreattore a cippato \u00e8 soggetto a fluttuazioni nel funzionamento e delle performances dettate da diverse condizioni al contorno che ne influenzano l\u2019attivit\u00e0 biologica.<\/p>\n<p>I principali fattori<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a> che influenzano il corretto funzionamento ed i tassi di denitrificazione nei bioreattori sono: la fonte di carbonio e la sua et\u00e0; la temperatura; il pH; la concentrazione di ossigeno disciolto; la concentrazione influente di nitrati; il tempo di residenza idraulica; l\u2019alternanza tra fasi sature ed insature.<\/p>\n<p>La durata di vita di un bioreattore \u00e8 fortemente influenzata dalla fonte di carbonio e dal suo tasso di degradazione. Vista la ancora limitata esperienza, in larga parte ottenuta sulla base di installazioni pilota, si stima la vita attiva di un bioreattore in 10-20 anni<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a>, anche se alcune modellizzazioni del tempo di decadimento della materia organica sembrano indicare un tempo utile pi\u00f9 esteso. Al termine della vita utile il bioreattore deve essere in larga parte ricostruito rimuovendo e sostituendo gli strati di materiale bioattivo.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 frequente \u00e8 l&#8217;alternanza tra condizioni sature e insature, pi\u00f9 intenso e rapido \u00e8 il degrado.<\/p>\n<p>Anche la temperatura gioca un ruolo importante nelle prestazioni dei bioreattori<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[25]<\/a>. L\u2019attivit\u00e0 batterica ha un optimum tra i 25 e 35 \u00b0C di temperatura all\u2019interno del substrato attivo. La denitrificazione pu\u00f2 comunque verificarsi in un&#8217;ampia gamma di temperature, tra 2 e 50 \u00b0C, con un gradiente crescente di efficienza all\u2019aumentare della temperatura sino ai 35\u00b0C<\/p>\n<p>La scelta della fonte di carbonio pu\u00f2 influenzare il tipo di ceppi batterici che la colonizzeranno ed il pH della soluzione circolante all\u2019interno del substrato attivo. Il pH all\u2019interno di una matrice soggetta a variazioni nei livelli di ossido-riduzione e di temperatura non \u00e8 costante nel tempo. L&#8217;intervallo di pH ottimale<a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">[26]<\/a> per i batteri denitrificanti \u00e8 compreso tra 5,5 e 8,0 log H<sup>+<\/sup>.<\/p>\n<p>Il bioreattore opera in ambiente anaerobico, quindi perch\u00e9 avvenga la denitrificazione la saturazione dell&#8217;ossigeno disciolto non dovrebbe mai essere superiore al 10%. Il processo inizia con concentrazioni minori di 2 mg L<sup>-1<\/sup>. Questo richiede che sia mantenuta una condizione di saturazione della matrice o che questa sia in atto da almeno un\u2019ora<a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">[27]<\/a>.<\/p>\n<p>La concentrazione limite per l\u2019attivit\u00e0 di denitrificazione all\u2019interno del bioreattore<a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">[28]<\/a> \u00e8 indicata in circa 0,5 mg L<sup>-1<\/sup>, di molto inferiore a quella generalmente riportata per le acque di drenaggio agricolo, specie durante le fasi di coltivazione e di rapida nitrificazione della sostanza organica del suolo.<\/p>\n<p>Il tempo di residenza idraulica \u00e8 importante. Deve essere sufficiente a consentire l\u2019attivazione del processo dopo una fase \u201casciutta\u201d e comunque a consentire al film batterico di interagire con il nitrato nell&#8217;acqua per completare la conversione del nitrato in gas di azoto. Generalmente, il tasso di rimozione \u00e8 direttamente proporzionale al tempo di residenza, sino al raggiungimento della concentrazione limite di nitrato (0,5 mg L<sup>-1<\/sup>).<\/p>\n<p>Questi fattori possono essere influenzati dal modificato andamento pluvio-termometrico causato dai cambiamenti climatici in atto. Una recente analisi permette di meglio comprendere e gestire gli effetti del cambiamento climatico sull\u2019attivit\u00e0 dei bioreattori a cippato<a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">[29]<\/a>, fornendo elementi per adeguare progettazione e gestione.<\/p>\n<p>Inoltre, per l&#8217;implementazione su larga scala dei bioreattori per trattare le acque di drenaggio agricolo, \u00e8 imperativo disporre di un supporto per il dimensionamento corretto, per esempio rispetto ad uno specifico obiettivo di riduzione di azoto<a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">[30]<\/a><sup>,<a href=\"#_ftn31\" name=\"_ftnref31\">[31]<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p>Se il bioreattore non \u00e8 gestito correttamente, opera oltre le condizioni limite, o ha raggiunto un livello di decadimento troppo elevato, possono verificarsi degli effetti collaterali negativi<a href=\"#_ftn32\" name=\"_ftnref32\">[32]<\/a>. Questi comprendono il collasso strutturale o l\u2019occlusione da sedimento dello strato di cippato, ma anche il rilascio in atmosfera di gas serra (ossidi di azoto, metano e anidride carbonica) a causa dell\u2019incompleta denitrificazione, il rilascio verso le acque di fosforo in quantit\u00e0 superiore ai flussi in entrata e di acidi umici, fenoli e tannini nelle prime fasi di funzionamento ed in funzione del tipo di cippato utilizzato.<\/p>\n<p>L\u2019interesse verso questo tipo di trattamento delle acque di restituzione dell\u2019agricoltura \u00e8 rapidamente cresciuto negli ultimi anni, particolarmente negli USA ed in Nuova Zelanda.<\/p>\n<p>In Europa sono segnalati impianti in Spagna a difesa del Mar Menor in Murcia<a href=\"#_ftn33\" name=\"_ftnref33\">[33]<\/a>, un punto critico per la gestione dell\u2019inquinamento da nitrati sotto stretta osservazione, in Belgio e in Danimarca<a href=\"#_ftn34\" name=\"_ftnref34\">[34]<\/a>. Il progetto europeo WATERAGRI, ha installato in due localit\u00e0 austriache dei prototipi con diversi strati di materiale bioattivo, tra cui biochar<a href=\"#_ftn35\" name=\"_ftnref35\">[35]<\/a>.<\/p>\n<p>I costi per la costruzione ed il mantenimento reperibili in letteratura sono abbastanza variabili, i costi previsti per l\u2019impianto in Spagna, con pi\u00f9 alto impiego di tecnologia, si aggirano intorno ai 500.000 \u20ac per l\u2019intera installazione, mentre in generale sono stimati in circa 10000-15000 \u20ac per installazioni a servizio di un\u2019area di 10 sino a 40 ha.<\/p>\n<p>L\u2019efficienza di rimozione, quando in attivit\u00e0, \u00e8 riportata in un range tra il 10% ed il 90%. Si \u00e8 osservato come un bioreattore con una superficie di 600 m<sup>2<\/sup>, ed un volume di 600 m<sup>3<\/sup>, corrispondente allo 0,08% del bacino scolante, ha rimosso il 48,7% del carico di azoto.<\/p>\n<p>La buona efficienza, la rimozione passiva, senza utilizzo di energia, e la relativa compattezza dell\u2019installazione rendono questo tipo di trattamento interessante sia per il produttore agricolo che per i Consorzi di Bonifica.<\/p>\n<p>Va attentamente considerata la possibilit\u00e0 di inserire questa NBS in ingresso ai piccoli invasi che ANBI e Coldiretti stanno da tempo proponendo<a href=\"#_ftn36\" name=\"_ftnref36\">[36]<\/a>. Lo sviluppo di altre tecnologie a bassa richiesta energetica che potrebbero essere poste in successione per ridurre l\u2019effetto negativo della variabilit\u00e0 nel carico rimosso da parte del bioreattore, come l\u2019elettroforesi per la produzione di ammoniaca da destinarsi ad usi industriali o alla produzione di nuovo fertilizzante<a href=\"#_ftn37\" name=\"_ftnref37\">[37]<\/a>, avvicina l\u2019ipotesi di installazione a livello aziendale o collettivo (Consorzi di Bonifica o autorit\u00e0 pubbliche) di \u201csistemi di rimozione attiva\u201d dei rilasci azotati derivanti dalle attivit\u00e0 agricole.<\/p>\n<p>Il progetto PON Water4AgriFood ha considerato, tra le varie soluzioni possibili e da approfondire, anche l\u2019utilizzo di bioreattori, a tutela di aree umide di alto pregio ambientale.<\/p>\n<p>Le acque di drenaggio dell\u2019azienda confluiscono infatti in una zona ZPS (ITB034001), lo Stagno di S\u2019Ena Arrubia, che.si trova nella fascia costiera meridionale della Provincia di Oristano. In seguito alla Bonifica di Arborea, lo Stagno di S\u2019Ena Arrubia \u00e8 ora divenuta il bacino di raccolta delle canalizzazioni della bonifica, con problemi di accumulo di nitrati veicolati per la maggior parte dal Canale delle acque basse, attraverso l\u2019Idrovora di Sassu.<\/p>\n<p>Lo studio condotto da progetto valuta la qualit\u00e0 delle risorse idriche restituite al reticolo idrografico superficiale e alle falde, e ha messo in opera una rete di sensori di concentrazione che forniscono dati ad un modello di trasporto di inquinanti, per quantificare l\u2019impatto sui suoli e sulle acque superficiali e profonde delle attivit\u00e0 agro\u2010zootecniche.<\/p>\n<p>I risultati verranno analizzati anche per verificare l\u2019ipotesi di poter adeguare la tariffa per l\u2019acqua irrigua in funzione della qualit\u00e0 delle acque di ritorno, migliorata in seguito al passaggio nel bioreattore.<\/p>\n<p>La restituzione di acque di buona qualit\u00e0 potrebbe essere ragione di minore aggravio sul ruolo irriguo emesso dal consorzio di bonifica e del canone di concessione per i prelievi in autoapprovvigionamento.<\/p>\n<p>Questo approccio di gestione intelligente dei drenaggi agricoli presenta diversi vantaggi: \u00e8 semplice, flessibile ed ecologico; pu\u00f2 rendere la produzione agricola sostenibile nella regione; contribuisce alla Direttiva Quadro sulle Acque dell&#8217;Unione Europea (WFD) riducendo potenzialmente il carico di nutrienti dai campi agricoli alle acque superficiali e sotterranee; ha costi contenuti; non richiede l\u2019impegno di grandi superfici.<\/p>\n<p>Tuttavia, questa nuova opzione di miglioramento \u201c<em>in situ<\/em>\u201d della qualit\u00e0 dell&#8217;acqua non \u00e8 senza limitazioni o rischi. Ulteriori ricerche sono necessarie per valutare <em>tools<\/em> e criteri di progettazione, definire e quantificare i potenziali effetti deleteri, e sviluppare migliori procedure di gestione per ottimizzare e stabilizzare le prestazioni.<\/p>\n<p>Questa tecnologia inizia a muoversi rapidamente dalla fase di ricerca a quella dimostrativa, ed in alcuni casi operativa. Si spera, quindi, che le attivit\u00e0 del progetto Water4AgriFood possano aiutare a colmare il vuoto di competenze ed a fornire ulteriori elementi per una analisi dei costi operativi e di investimento.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Parlamento Italiano, Legge. 10 maggio 1976, n. 319 \u2013 \u201cLegge Merli\u201d<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Poikane, S et al., 2019. Nutrient criteria for surface waters under the European Water Framework Directive: Current state-of-the-art, challenges and future outlook. Sci. Total Environ. 695, 133888. https:\/\/doi.org\/https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.scitotenv.2019.133888<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Galloway J., N. et al., 2008. Transformation of the nitrogen cycle: recent trends, questions, and potential solutions. Science 320, 889\u2013892<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Howarth, R., Chan, F., Conley, D.J., Garnier, J., Doney, S.C., Marino, R., Billen, G., 2011. Coupled biogeochemical cycles: eutrophication and hypoxia in temperate estuaries and coastal marine ecosystems. Front. Ecol. Environ. 9, 18\u201326. https:\/\/doi.org\/10.1890\/100008<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Billen, G., Garnier, J., 2007. River basin nutrient delivery to the coastal sea: Assessing its potential to sustain new production of non-siliceous algae. Mar. Chem. 106, 148\u2013160. https:\/\/doi.org\/https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.marchem.2006.12.017<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Romero, E., et al., 2013. Large-scale patterns of river inputs in southwestern Europe: seasonal and interannual variations and potential eutrophication effects at the coastal zone. Biogeochemistry 113, 481\u2013505. https:\/\/doi.org\/10.1007\/s10533-012-9778-0<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Diaz, R.J., Rosenberg, R., 2008. Spreading dead zones and consequences for marine ecosystems. Science (80). 321, 926\u2013929. https:\/\/doi.org\/10.1126\/science.1156401<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Culhane, F., et al., 2019. Risk to the supply of ecosystem services across aquatic ecosystems. Sci. Total Environ. 660, 611\u2013621. https:\/\/doi.org\/https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.scitotenv.2018.12.346<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Grizzetti, B., Lanzanova, D., Liquete, C., Reynaud, A., Cardoso, A.C., 2016. Assessing water ecosystem services for water resource management. Environ. Sci. Policy 61. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.envsci.2016.04.008<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Piroddi, C., et al., 2017. Historical changes of the Mediterranean Sea ecosystem: Modelling the role and impact of primary productivity and fisheries changes over time. Sci. Rep. 7. https:\/\/doi.org\/10.1038\/srep44491<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Ward, M. H. et al. Drinking water nitrate and human health: an updated review. Int. J. Environ. Res. Public Health 15, 1557 (2018)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> S.R. Tannenbaum and L.C. Green, 1985. 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Nature 528, 51\u201359<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> https:\/\/indicatoriambientali.isprambiente.it\/sys_ind\/156<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> Christianson, L., A. Bhandari, and M. Helmers. 2009. Emerging technology: Denitrification bioreactors for nitrate reduction in agricultural waters. J. Soil Water Cons. 64(5): 139A-141A<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Christianson, L.E., Bhandari, A. and Helmers, M.J. 2011. Pilot-scale evaluation of denitrification drainage bioreactors: reactor geometry and performance. J. Environ. Eng. 137: 213-220.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Wegscheidl, C, Robinson, R &amp; Manca, F., 2021. \u2018Using denitrifying bioreactors to improve water quality on Queensland farms\u2019 State of Queensland, Townsville. https:\/\/era.daf.qld.gov.au\/id\/eprint\/8739\/<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\"><sup>[20]<\/sup><\/a> Christianson, L.E. and Schipper, L. 2016. Moving denitrifying bioreactors beyond proof of concept: introduction to the special section. Journal of Environmental Quality 45:757-761. https:\/\/acsess.onlinelibrary.wiley.com\/doi\/epdf\/10.2134\/jeq2016.01.0013<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\"><sup>[21]<\/sup><\/a> R.M. Powell, et al., 1998. Permeable reactive barrier technologies for contaminant remediation, EPA\/600\/ R-98\/125. https:\/\/www.academia.edu\/4155338\/Powell_R_M_Puls_R_W_Blowes_D_Vogan_J_Gillham_R_W_Powell_P_D_Schultz_D_Landis_R_and_T_Sivavec_1998_Permeable_Reactive_Barrier_Technologies_for_Contaminant_Remediation_U_S_EPA_Report_EPA_600_R_98_125<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\"><sup>[22]<\/sup><\/a> USDA, 2015. Conservation practice standard denitrifying bioreactor code 605 (605-CPS). Washington, DC: USDA Natural Resources Conservation Service. https:\/\/www.nrcs.usda.gov\/resources\/guides-and-instructions\/denitrifying-bioreactor-no-605-conservation-practice-standard<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\"><sup>[23]<\/sup><\/a> Partheeban, C., Kjaersgaard, J., Hay, C. and Trooien, T. 2014. A review of factors controlling the performance of denitrifying woodchip bioreactors. An ASABE meeting presentation. Paper number SD14-029. https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/2768314<\/p>\n<p>39_A_Review_of_the_factors_controlling_the_performance_of_denitrifying_woodchip_bioreactors<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\"><sup>[24]<\/sup><\/a> Schipper, L.A., Cameron, S.G. and Warneke, S., 2010. Nitrate removal from three different effluents using large-scale denitrification beds. Ecological Engineering 36(11): 1552-1557. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.ecoleng.2010.02.007<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\"><sup>[25]<\/sup><\/a> Robertson, W.D., Ptacek, C.J. and Brown, S.J., 2009. Rates of Nitrate and Perchlorate Removal in a 5\u2011Year\u2011Old Wood Particle Reactor Treating Agricultural Drainage. Ground Water Monitoring and Remediation 29(2): 87-94. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1111\/j.1745-6592.2009.01231.x\">https:\/\/doi.org\/10.1111\/j.1745-6592.2009.01231.x<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\"><sup>[26]<\/sup><\/a> Rivett MO, Buss SR, Morgan P, Smith JWN (2008) Nitrate attenuation in groundwater: a review of biogeochemical controlling processes. Water Res 42(16):4215\u20134232 https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.watres.2008.07.020.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\"><sup>[27]<\/sup><\/a> Robertson, W.D., et al. Op cit.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\"><sup>[28]<\/sup><\/a> Brian J. Halaburka, Gregory H. LeFevre, and Richard G. Luthy, 2017. Evaluation of Mechanistic Models for Nitrate Removal in Woodchip Bioreactors. Environ. Sci. Technol. 2017, 51, 9, 5156\u20135164. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1021\/acs.est.7b01025\">https:\/\/doi.org\/10.1021\/acs.est.7b01025<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\"><sup>[29]<\/sup><\/a> Jenna K. Israel, Zihao Zhang, Yi Sang, Philip M. McGuire, Scott Steinschneider, Matthew C. Reid, 2023. Climate change effects on denitrification performance of woodchip bioreactors treating agricultural tile drainage. Water Research, Volume 242. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.watres.2023.120202.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\"><sup>[30]<\/sup><\/a> Carl Christian Hoffmann, S\u00f8ren Erik Larsen, and Charlotte Kjaergaard, 2019. Nitrogen Removal in Woodchip-based Biofilters of Variable Designs Treating Agricultural Drainage Discharges. J. Environ. Qual. 48:1881\u20131889 (2019) doi:10.2134\/jeq2018.12.0442<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref31\" name=\"_ftn31\"><sup>[31]<\/sup><\/a> Dan B. Jaynes, Tom B. Moorman, Timothy B. Parkin, and Tom C. Kaspar J., 2016. Simulating Woodchip Bioreactor Performance Using a Dual-Porosity Model. Environ. Qual. 45:830\u2013838. doi:10.2134\/jeq2015.07.0342<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref32\" name=\"_ftn32\"><sup>[32]<\/sup><\/a> L. E. Christianson, et al., 2021. Effectiveness of denitrifying bioreactors on water pollutant reduction from agricultural areas. Transactions of the ASABE, Vol. 64(2): 641-658 21 American Society of Agricultural and Biological Engineers ISSN 2151-0032 https:\/\/doi.org\/10.13031\/trans.14011<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref33\" name=\"_ftn33\"><sup>[33]<\/sup><\/a> Construir\u00e1n 16 balsas con biorreactores de astillas de c\u00edtricos para desnitrificar 19.000 m3\/agua antes de verterla al Mar Menor Agrodiario 2019 <a href=\"https:\/\/www.agrodiario.com\/texto-diario\/mostrar\/1650222\/total-16-bal\">https:\/\/www.agrodiario.com\/texto-diario\/mostrar\/1650222\/total-16-bal<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref34\" name=\"_ftn34\"><sup>[34]<\/sup><\/a> Lorenzo Pugliese , Henrik Skovgaard, Lipe R. D. Mendes and Bo V. Iversen, 2020. Treatment of Agricultural Drainage Water by Surface-Flow Wetlands Paired with Woodchip Bioreactors. Water, 12, 1891; doi:10.3390\/w12071891<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref35\" name=\"_ftn35\"><sup>[35]<\/sup><\/a> Progetto di ricerca e innovazione H2020 WATERAGRI &#8211; Water Retention And Nutrient Recycling In Soils And Streams For Improved Agricultural Production. <a href=\"https:\/\/wateragri.eu\/a-bio-inspired-multilayer-drainage-system\/\">https:\/\/wateragri.eu\/a-bio-inspired-multilayer-drainage-system\/<\/a> , https:\/\/youtu.be\/6LtD0pbzEkc<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref36\" name=\"_ftn36\"><sup>[36]<\/sup><\/a> Si citano a questo proposito: <a href=\"https:\/\/www.anbi.it\/art\/articoli\/6128-anbi-il-piano-laghetti-di-coldiretti-e-anbi-contribuira-a-co\">https:\/\/www.anbi.it\/art\/articoli\/6128-anbi-il-piano-laghetti-di-coldiretti-e-anbi-contribuira-a-co<\/a> ; <a href=\"https:\/\/terraevita.edagricole.it\/cambiamenti-climatici\/anbi-e-coldiretti-danno-il-via-ai-primi-223-progetti-del-piano-laghetti\/\">https:\/\/terraevita.edagricole.it\/cambiamenti-climatici\/anbi-e-coldiretti-danno-il-via-ai-primi-223-progetti-del-piano-laghetti\/<\/a>; https:\/\/ www.agricultura.it\/2022\/07\/07\/emergenza-idrica-ecco-il-piano-laghetti-10-mila-invasi-entro-il-2030-223-progetti-gia-cantierabili-emilia-romagna-guida-con-40-poi-toscana-e-veneto-2\/ ;<a href=\"https:\/\/www.meteoweb.eu\/2023\/01\/siccita-piano-laghetti\/1001189554\/\">https:\/\/www.meteoweb.eu\/2023\/01\/siccita-piano-laghetti\/1001189554\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref37\" name=\"_ftn37\"><sup>[37]<\/sup><\/a> van Langevelde, P. H., Katsounaros, I. &amp; Koper, M. T. M., 2021. Electro- catalytic nitrate reduction for sustainable ammonia production. Joule 5, 290\u2013294[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.21.1&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.21.1&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.21.1&#8243;][\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.21.1&#8243;]<a href=\"https:\/\/www.ambientidiacqua.it\/public\/anbinforma\/ANBI20230915_speciale-anbinforma-progetto-pon.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Leggi l&#8217;articolo su AN<\/a><a href=\"https:\/\/www.ambientidiacqua.it\/public\/anbinforma\/ANBI20230915_speciale-anbinforma-progetto-pon.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">BINFORMA<\/a>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.21.1&#8243;][et_pb_row custom_padding=&#8221;27px|0px|0|0px|false|false&#8221; _builder_version=&#8221;3.21.1&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.21.1&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.21.1&#8243;]Azioni per una mitigazione del costo ambientale dell\u2019inquinamento attraverso la depurazione delle acque di restituzione della pratica irrigua Battilani1, R. 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